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01/09/2009 |
BETWEEN PRODUCERS AND RETAILERS A GAME WITHOUT REFEREE
The economic crisis and the consequent drop in consumption have radicalized the competition among retail chains that control the European fruit and vegetable market, with the consequence of a further push toward lower prices in order not to lose market share. But big European retailers have certainly highly focused on lowering producers prices so to be able to play their match with consumers with no great handicap. The European and Mediterranean production sector was the one that, during the summer, suffered the most from the major retailers' policy based on further cost reductions. Very few products resulted to be quite cost-effective to growers. The overall situation has been and is still very hard, that means that production costs for certain products in various Countries are not covered by sale prices. The Assembly of European Fruit and Vegetable Regions (AREFLH) gave voice to the unease of European producers, in particular with regard to the collapse of the peach and nectarine market that occurred between July and August. German discounters were especially blamed for their policy of cost and price reduction. Thus on August 5 AREFLH wrote a letter to the European Commission, signed by President Joaquin Albert Maestre and coordinator of the College of producers Luciano Trentini, requiring urgent measures such as the implementation of a multi-year fund of support that producer organizations can use for compensation during the most dramatic moments like those experienced by peach and nectarine growers in recent weeks, mainly in Spain but also in Italy and France. But, as the coming issue of Green Med Journal reports, not only peaches and nectarines have suffered. In France, during the summer, the price per kilo of apricots was reduced by 40% compared to 2008, and melons’ by 30%. Yet hyper- and supermarkets keep consumer prices at still profitable levels to the point that fruit and vegetables sold in supermarkets and hypermarkets in France this summer were 23% more expensive than those sold in hard discounts and 8% than those sold in traditional retails. The producers' associations in Murcia, Spain, show dark forecasts: half of the farms in the region could disappear if they don't receive significant supporting interventions. The crisis has led to tense situations at the border between Spain and France, as French producers were determined to close the market to support national productions. All this considered it appears clear that a strong and authoritative "referee" is needed, able to manage the relations between producers and the large organized retailers, as well as to take action every time someone’s behaviour distorts the supply and demand mechanisms. Until producers are able to face large retailers with greater strength (which is not impossible that could occur as it has already happened with some products during the recent food crises), it seems that the creation of a referee for the European fresh produce market could be a solution, at least to be considered and evaluated seriously.
Antonio Felice
Green Med Journal editor
Sentences of the week
"In civilizations without boats, dreams dry up, espionage replaces adventure and the police does the same with pirates."
"The task of ‘saying the truth’ is an infinite work: respecting it in all its complexity is a duty no power can abstain from. There is nothing more vain than a political system that is indifferent to the truth. But it is also true that nothing is more dangerous than a political system that claims to impose the truth."
(Michel Foucault, French philosopher, 1926-1984)
TRA PRODUTTORI E RETAILERS UNA PARTITA SENZA ARBITRO
La crisi economica e il conseguente calo dei consumi hanno radicalizzato la concorrenza tra le catene della distribuzione che controllano il mercato europeo dell'ortofrutta con la conseguenza di una spinta ulteriore all'abbassamento dei prezzi al fine di non perdere quote di mercato. Ma la grande distribuzione europea ha certamente puntato molto sull'abbassamento dei prezzi da pagare ai produttori in modo da poter giocare senza pesanti handicap la partita con i consumatori. Alla fine quindi è stato, nel corso dell'estate, il settore produttivo europeo e mediterraneo a soffrire di una politica da parte dei grandi retailers imperniata su un'ulteriore riduzione dei costi. Sono davvero pochi i prodotti su cui il produttore ha potuto spuntare prezzi relativamente remunerativi. In generale la situazione è stata e continua ad essere di grande sofferenza, ovvero di costi di produzione che per alcuni prodotti in svariati Paesi non sono coperti dai prezzi di vendita. L'Assemblea delle regioni europee dell'ortofrutta (AREFLH) si è fatta portavoce del disagio dei produttori europei soprattutto per quanto riguarda il collasso che si è verificato tra luglio e agosto del mercato delle pesche e delle nettarine. Sotto accusa, in particolare, i discounters tedeschi per la loro politica di abbattimento dei costi e dei prezzi. Così il 5 agosto AREFLH ha scritto alla Commissione Europea una lettera, sottoscritta dal presidente Joaquin Maestre Albert e dal coordinatore del collegio dei produttori Luciano Trentini, in cui si richiedono misure urgenti a partire dall'implementazione di un fondo pluriennale di sostegno da utilizzare da parte delle organizzazioni di produttori per gli indennizzi durante i momenti di crisi più drammatici come quelli vissuti dai produttori di pesche e nettarine nelle scorse settimane, soprattutto in Spagna, ma anche in Italia e in Francia. Ma, come viene riportato dal numero in uscita di Green Med Journal, non solo pesche e nettarine hanno sofferto. In Francia, nel corso dell'estate, il prezzo delle albicocche al kg è sceso anche del 40% rispetto al 2008, e quello dei meloni del 30%. Ma iper e supermercati tengono i prezzi al consumo su livelli comunque remunerativi al punto che l'ortofrutta venduta nei supermercati e negli ipermercati francesi nel corso dell'estate è risultata più cara del 23% rispetto a quella venduta negli hard discount e dell'8% rispetto a quella venduta dal dettaglio tradizionale. Le associazioni dei produttori della Murcia in Spagna fanno previsioni nere: la metà delle aziende agricole della regione potrebbe sparire dalla scena senza importanti interventi di sostegno. La crisi ha generato situazioni di nervosismo al confine tra Spagna e Francia, con i produttori francesi decisi a chiudere il mercato per sostenere le produzioni nazionali. Di fronte a tutto ciò è evidente che ci vorrebbe un arbitro forte e autorevole, in grado di gestire i rapporti tra la produzione e il grande dettaglio organizzato, e in grado di prendere decisioni ogni qual volta qualcuno metta in atto misure distorsive rispetto ai meccanismi della domanda e dell'offerta. In attesa che i produttori siano in grado di porsi in modo più forte nei confronti dei grandi retailers (situazione che potrebbe accadere come già è accaduta per alcuni prodotti durante le recenti crisi alimentari), ci sembra che la creazione di un arbitro del mercato europeo dei prodotti freschi potrebbe essere una soluzione, almeno da prendere in considerazione e da valutare con serietà.
Antonio Felice
Green Med Journal editor
Frasi della settimana
“Nelle civiltà senza navi, i sogni si inaridiscono, lo spionaggio sostituisce l’avventura e la polizia i corsari”.
“Il compito di ‘dire il vero’ è un lavoro infinito: rispettarlo nelle sue complessità è un obbligo a cui nessun potere può astenersi. Non vi è nulla di più inconsistente di un regime politico che risulti indifferente rispetto alla verità. Ma è anche vero che nulla è più pericoloso di un sistema politico che pretenda di prescrivere la verità”.
(Michel Foucault, filosofo francese, 1926-1984)
ENTRE PRODUCTORES Y RETAILERS, UN PARTIDO SIN ARBITRAJE
La crisis económica y la consiguiente baja en los consumos, han radicalizado la competición entre las cadenas de distribución que controlan el mercadeo de fruta fresca en Europa, provocando una ulterior baja en los precios para no perder porciones de mercado. Pero no cabe duda, que la distribución europea al pormayor ha apuntado hacia una rebaja en los precios a pagarse a los productores, en forma adecuada para jugar sin pesadas contrariedades el partido con los consumidores, de suerte que, durante el verano último, el sector productivo europeo y mediterráneo ha sufrido los resultados de una política, motivada por los grandes retailers, apoyada sobre una ulterior rabaja en los costos. Son pues relativamente pocos, los productos sobre los que el productor ha podido obtener precios realmente remunerativos. Generalmente, hace tiempo que la situación ha ido reflejando gran sufrimiento, eso es, en los costos de producción que para algunos productos y en varias naciones, no se compensan con los precios a la venta. La Asamblea de las regiones europeas de la fruta fresca (AREFLH) se ha hecho vocero del malestar de los productores europeos, sobre todo por lo que se refiere al colapso (entre el julio y el agosto pasados) en el mercadeo de melocotones y nectarines. Están en el estrado, en particular, los discounters alemanes por motivo de su tendencia hacia la rabaja forzada en costos y precios. En efecto, el 5 de agosto AREFLH escribió a la Comisión Europea una misiva, suscrita por el presidente Joaquín Maestre Albert y por el coordinador del colegio de los productores, Luciano Trentini, en donde se solicitan medidas urgentes, y en primer lugar la implementación de un fondo financiero a utilizarse por parte de las organizaciones de productores, y con el que sea posible indemnizar a las empresas más afectatas en los sendos años en que se manifiesten momentos críticos como aquéllos vividos durante las pasadas semanas por los productores de melocotones y nectarines, esencialmente en España, pero también en Italia y Francia. Empero, tal como queda consignado en el fascículo actual de Green Med Journal, no han sufrido tan sólo melocotones y nectarines. En Francia, durante este verano, el precio de los albaricoques por kg ha bajado en un 40% con respecto a 2008, y el de los melones en un 30%. De todos modos, los iper- y los supermercados mantienen los precios al consumidor en un nivel remunerativo, tanto que la fruta fresca vendida por los supermercados y los ipermercados ha resultado más cara en un 23% con respecto de la vendida por los hard discounts y en un 8% con respecto a la vendida trámite el mercado al pormenor tradicional. Los gremios de productores de Murcia, en España, vislumbran un porvenir desastroso, pues la mitad de las empresas agrícolas de esa región podría desaparecer del escenario, si no recibe ayudas concretas. La crisis ha desatado situaciones de nerviosismo en la faja limítrofe entre la península y Francia, pues los productores galos entienden cerrar el mercado para sostener sus producciones nacionales. Frente a todo lo que hemos evidenciado, claro desciende que se precisa un árbitro fuerte y estimado, que esté en condición de balancear las relaciones entre producción y mercadeo al gran pormenor organizado, y asimismo decidir toda vez que alguien interpong medidas distorsionantes entre las operaciones de demanda y oferta. En la espera que los productores estén al tanto de oponerse cabalmente a los grandes retailers (lo que ha sido ya situación real durante la reciente crisis alimenticia para algunos productos), nos parece que la creación de un árbitro del mercadeo europeo de productos frescos de huerta, es un solución adecuada, a tomarse en consideración y a evaluarse seriamente.
Antonio Felice
Green Med Journal editor
Frases de la semana
"En las civilizaciones sin buques, los sueños quedan secos, el espionaje sustituye la aventura y la policía los corsarios."
"La tarea de ‘decir verdad’ es un trabajo sin fin: la de respetarlo en su complejidad, es una obligación a la que ningún poder puede sustraerse. Nada hay más inconsistente que un régimen político indiferente hacia la verdad. Pero es asimismo verdadero, que nada hay más peligroso que un sistema político que pretende proscribir la verdad."
(Michel Foucault, filósofo francés, 1926-1984)
UN MATCH SANS ARBITRE ENTRE PRODUCTEURS ET DETAILLANTS
La crise économique et la baisse conséquente de la consommation ont radicalisé la concurrence entre les chaînes de la distribution qui contrôlent le marché européen des fruits et légumes avec la conséquence d’une poussée ultérieure à l’abaissement des prix afin de ne pas perdre les parts de marché. Mais la grande distribution européenne a certainement beaucoup visé l’abaissement des prix à payer aux producteurs de façon à pouvoir jouer sans handicaps pesants le match avec les consommateurs. Finalement, au cours de l’été, c’est le secteur productif européen et méditerranéen qui a souffert d’une politique de la part des grands détaillants axée sur une réduction ultérieure des coûts. Il y a vraiment peu de produits sur lesquels le producteur a pu opérer des prix relativement rémunérateurs. En général, la situation a été et continue d’être en souffrance et les coûts de production de certains produits dans divers pays ne sont pas couverts par les prix de vente. L’assemblée des régions européennes des fruits et légumes (AREFLH) s’est faite porte-parole du malaise des producteurs européens surtout par rapport au collapsus du marché des pêches et nectarines enregistré entre juillet et août. Les accusés sont, en particulier, les discounters allemands à cause de leur politique d’abattement des coûts et des prix. Ainsi, le 5 août AREFLH a écrit à la Commission Européenne une lettre, sous-écrite par le président Joaquin Maestre Albert et par le coordinateur du collège des producteurs Luciano Trentini, où l’on requiert des mesures urgentes à partir de l’implémentation d’un fond pluriannuel de soutien à utiliser par les organisations de producteurs pour les indemnités durant les moments de crise les plus dramatiques comme ceux vécus par les producteurs de pêches et nectarines ces dernières semaines, en Espagne, mais aussi en Italie et en France. Mais comme il est reporté dans le numéro en sortie de Green Med Journal, ce ne sont pas seulement les pêches et les nectarines qui ont souffert. En France, au cours de l’été, le prix des abricots au kilogramme a chuté de 40 % par rapport à l’année 2008, et celui des melons de 30 %. Mais les hypermarchés et les supermarchés gardent les prix à des niveaux toutefois rémunérateurs au point que les fruits et légumes vendus dans les supermarchés et dans les hypermarchés français au cours de l’été ont été plus chers de 23 % par rapport à ceux vendus dans les hard discounts et de 8 % par rapport à ceux vendus dans le détail traditionnel. Les associations des producteurs de Murcie en Espagne font des prévisions noires : la moitié des firmes agricoles de la région pourrait disparaître de la scène sans d’importantes interventions de soutien. La crise a généré des situations de nervosité à la frontière de l’Espagne et de la France, avec des producteurs français décidés à fermer le marché pour soutenir les productions nationales. Face à tout cela il est évident qu’il faudrait un arbitre fort et influent, en grade de gérer les rapports entre la production et le grand détail, et en grade de prendre des décisions chaque fois que quelqu’un met en vigueur des mesures décalées par rapport aux mécanismes de la demande et de l’offre. En attente que les producteurs soient en grade de s’imposer plus fortement face aux grands retailers (situation qui pourrait arriver comme c’est déjà arrivé pour certains produits durant les récentes crises alimentaires), il paraît que la création d’un arbitre du marché européen des produits frais pourrait être une solution, à prendre au moins en considération et à évaluer avec sérieux.
Antonio Felice
Green Med Journal editor
Phrases de la semaine
"Dans les civilisations sans bateaux, les rêves s’assèchent, l’espionnage remplace l’aventure et la police les corsaires."
"Le devoir de « dire le vrai » est un travail infini : le respecter dans ses complexités est une obligation à laquelle aucun pouvoir ne peut échapper. Rien n’est plus inconsistant qu’un régime politique indifférent face à la vérité. Mais il est aussi vrai que rien n’est plus dangereux qu’un système politique qui prétend prescrire la vérité."
(Michel Foucault, philosophe français, 1926-1984)
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