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15/09/2009 |
ORGANICS AS A REAL RESOURCE
Spain: one million 300 thousand hectares. Italy: one million 150 thousand hectares. Between the two giants of Mediterranean agriculture, competition is fierce about the land surfaces devoted to organic productions. Spain in 2008 has surpassed Italy in the European ranking of the countries with the widest land surfaces cultivated with organic farming. We heard superficial considerations about this. In essence, more land corresponds to more funding. Too often the race for hectares to be devoted to organic farming boils down to the rush to get financing at any cost. It happens in fact that these areas do not correspond, at least in part, to organic products that actually enter the market. The topic requires special attention from Brussels. Right in the days when SANA, the second leading European exhibition for the sector, was taking place in Bologna, in Italy the "fake organics" case broke out, revealing "organic" companies that employ not only permitted pesticides but also banned substances such as atrazine. The investigations conducted by the the Italian law enforcement body Carabinieri-Division for the Prevention of Food and Drink Adulteration (NAS) are focused on a number of companies that produce grains and soybeans that are certified as organic but contain banned substances. The case is not closed and could be the beginning of a major scandal that could spread from Italy to other European Countries, as the current investigations confirm "weird" triangular trade relations with Countries like Romania, where some foreign firms are suspected to produce precisely "fake organics", cheating funding for companies that really produce organic products and betraying consumers who spend more for products that turn out to be even "more chemical" than conventional ones.
Unfortunately, problems with the certification of organic products are real throughout the whole Mediterranean region. But fortunately there is a real organic sector, which is produced by honest farmers with great passion, certified by serious specialized companies, put on the market to offer a real alternative opportunity to consumers. I mention, as an example of such seriousness in the organic sector, the South Tyrol apple production: 16,000 tons per year for the European market. The organic consortium Bio Val Venosta has decided to remove from the certified organic apples the so-called "apples in conversion", ie those produced in the two years that are necessary to convert a traditional crop into organic. Apples at this stage are sold as conventional apples, even if they are grown on a land that is already predisposed to organic cultivation. Examples of accuracy as this, of seriousness and passion are fortunately much more common than scams.
Organics should be for the Mediterranean a real resource. For this reason scandals should not scare, but rather be useful to turn to transparency.
Antonio Felice
Green Med Journal editor
Sentence of the week
"The history of the Earth and human development are based on genetic modifications. Today's risks - linked to genetically modified organisms - if there is any risk, should be put on the scales along with millions of lives saved. They are the lesser evil that prevents millions and millions of people worldwide from dying from hunger. The problem is that research must be undertaken by public institutes, and not by private companies. " (Norman Borlaug, American agronomist, Nobel Prize for Peace in 1970, died in Dallas September 12, 2009 at the age of 95)
IL BIOLOGICO COME RISORSA VERA
Spagna: un milione 300 mila ettari. Italia: un milione 150 mila ettari. Tra i due giganti dell'agricoltura mediterranea c'è competizione sulle superfici dedicate alle produzioni biologiche. La Spagna ha superato nel 2008 l'Italia nella classifica europea dei Paesi con le maggiori estensioni dedicate al bio. Si sentono al riguardo considerazioni superficiali. La sostanza è che maggiori estensioni corrispondono a maggiori finanziamenti. La corsa agli ettari da destinare al biologico si riassume troppo spesso nella corsa ad ottenere finanziamenti, costi quello che costi. Accade infatti che a queste superfici non corrispondano, almeno in parte, prodotti biologici effettivamente messi sul mercato. L'argomento richiede una particolare attenzione da parte di Bruxelles. Proprio nei giorni in cui a Bologna si svolgeva la seconda fiera europea del settore, il SANA, in Italia è scoppiato il caso del biologico "di facciata", portato avanti da aziende che fanno utilizzo non solo di prodotti chimici consentiti, ma anche di sostanze vietate come l'atrazina. Nel mirino delle indagini condotte dai nuclei anti-sofisticazione dei Carabinieri sono finite alcune aziende che producono cereali e soia certificati come biologici ma contenenti sostanze vietate. Il caso non è chiuso e potrebbe essere l'inizio di un grande scandalo che dall'Italia potrebbe estendersi ad altri Paesi europei, poiché le indagini in corso confermano "strane" triangolazioni commerciali con Paesi come la Romania, dove alcune aziende straniere produrrebbero appunto biologico "di facciata", truffando i finanziamenti destinati alle aziende che fanno davvero biologico e tradendo il consumatore che spende di più per prodotti addirittura "più chimici" di quelli convenzionali.
I problemi legati alla certificazione dei prodotti biologici sono purtroppo una realtà in tutto il bacino del Mediterraneo. Ma esiste, fortunatamente, un biologico vero, prodotto da coltivatori onesti con grande passione, certificato da società specializzate serie, messo sul mercato per offrire una reale opportunità alternativa al consumatore. Portiamo, ad esempio di serietà nel settore del biologico, la produzione di mele della Val Venosta: 16.000 tonnellate l'anno destinate al mercato europeo. Dalle mele certificate come biologiche il consorzio Bio Val Venosta ha deciso di togliere le cosiddette "mele in conversione", ovvero quelle prodotte nei due anni necessari a convertire una coltura tradizionale in coltura biologica. Le mele in questa fase vengono vendute con l'etichetta delle mele di produzione convenzionale, anche se sono prodotte su terreni già predisposti alla coltura biologica. Esempi di precisione come questo, di serietà e di passione sono fortunatamente molto più diffusi delle truffe.
Il biologico deve essere per il Mediterraneo una risorsa vera. Per questo gli scandali non devono fare paura, ma servire a fare chiarezza.
Antonio Felice
Green Med Journal editor
Frase della settimana
"La storia della Terra e lo sviluppo dell'uomo si basano sulle modificazioni genetiche. I rischi di oggi, legati agli organismi geneticamente modificati, se rischi ci sono, devono essere messi sul piatto della bilancia assieme a milioni di vite salvate. Sono il male minore che evita a milioni e milioni di persone nel mondo di morire di fame. Il problema è che la ricerca deve essere affidata a centri pubblici e non a società private". (Norman Borlaug, agronomo americano, premio Nobel per la pace nel 1970, morto a Dallas il 12 settembre 2009 all'età di 95 anni)
EL SECTOR ECOLOGICO COMO RECURSO REAL
España: un millón 300 mil hectáreas; Italia: un millón 150 mil hectáreas. Los dos gigantes de la agricultura mediterránea compiten en tema de superficies dedicadas a la agricultura biológica. Durante 2008, la primera ha superado la segunda en las estadísticas europeas de las naciones que dan mayor cabida a las biotecnologías agrarias. Oímos al respecto consideraciones superficiales, en las que queda sustancial el hecho que las mayores extensiones sn paralelas a las mayores financiaciones. La carrera hacia las hectáreas a destinar a lo biológico se agota demasiado a menudo en una corrida en pos de financiaciones, cueste lo que cueste.La verdad, es que a dichas áreas no van a corresponder (aunque fuere parcialmente) productos bio efectivamente comercializados. Es un argumento que precisa detallado cuidado por parte de Bruselas. Propiamente en los días en que en Bolonia reuníase la segunda feria europea del sector(el SANA),en Italia estalló el caso de lo biológico “de fachada”, en el que entran empresas que utilizan no sólo productos químicos legales, sino también substancias prohibidas como la atracina. Por el lente de los núcleos NAS de los Carabineros han sido analizadas unas empresas productoras de cereales y soya certificados como biológicos, pero mezcladoscon componentes ilegales. La cuestión aun queda abierta, y podría desatar hasta un gran escándalo desde Italia hasta otras naciones europeas, pues las investigaciones actuales confirman “raras” triangulaciones comerciales con naciones como Rumania, en donde exactamente unas empresas extranjeras producirían productos bio “de fachada”, estafando las financiaciones destinadas a lo biológico auténticamente producido asimismo traicionando al consumidor, el que gasta hasta más de la cuenta para obtener productos más “químicos” que aquéllos convencionales.
Los problemas relacionados con la certificación de los productos biológicos, lastimeramente son una realidad toda mediterránea. Sin embargo, por buena suerte, hay un conjunto biológico auténtico, producido por cultivadores honestos y motivados, con certificación de sociedades especializadas serias, e introducidos en el mercadeo para ofrecer una efectiva oportunidad alternativa al consumidor. Mencionamos cual ejemplo de seriedad en este sector de lo biológico, la producción de manzanas de Val Venosta: 16 mil toneladas / año destinadas a los mercados europeos. Del listado de manzanas definidas como “bio”, el consorcio Bio Val Venosta decidió borrar las llamadas “manzanas en conversión”, eso es las producidas en el bienio requerido para convertir una cultura tradicional en una biológica. En esta fase, las manzanas se venden con la etiqueta de la producción convencional, aunque se producen en terrenos ya predispuestos a la producción biológica. Ejemplos de exactitud como éste, dotado de seriedad y pasión, afortunadamente son mucho más frecuentes que las estafas.
Lo biológico tiene que volverse para la cuenca mediterránea, un recurso concreto. Por eso, los escándalos no deben dar miedo, sino promover claridad.
Antonio Felice
Green Med Journal editor
Frase de la semana
"La historia de la Tierra y el desarrollo humano se basan en modificaciones genéticas. Los riesgos de hoy, vinculados a los organismos genéticamente modificados, si hay, deben ser puestos en la balanza junto con millones de vidas salvadas. Son el mal menor que impide que millones y millones de personas en todo el mundo mueran de hambre. El problema es que la investigación debe llevarse a cabo en empresas públicas y no privadas." (Norman Borlaug, agrónomo estadounidense, Premio Nobel de la Paz en 1970, murió en Dallas el 12 de septiembre de 2009 a la edad de 95 años)
LE BIOLOGIQUE, UNE VRAIE RESSOURCE
Espagne : 1 300 000 hectares. Italie : 1 150 000 hectares. Entre les deux géants de l’agriculture méditerranéenne, il y a une compétition par rapport aux superficies dédiées aux productions biologiques. L’Espagne a dépassé l’Italie en 2008 dans la classification européenne des pays avec les plus importantes extensions dédiées aux bio. Il y a des considérations superficielles. La substance est que d’importantes extensions correspondent à d’importants financements. La course aux hectares à destiner au biologique se résume trop souvent à la course pour l’obtention de financements, à tout prix. Il arrive qu’à ces superficies ne correspondent pas, en partie au moins, des produits biologiques effectivement mis sur le marché. L’argument requiert une attention particulière de la part de Bruxelles. Durant les jours où se déroulait à Bologne la seconde exposition européenne du secteur, le SANA, a explosé en Italie le cas du biologique de ‘facette' qui concerne certaines entreprises qui non seulement utilisent des produits chimiques permis, mais également des substances interdites comme l’atrazine. Dans le guidon des enquêtes menées pas le NAS (Nucleo Anti-Sofisticazione) des carabiniers, des firmes qui produisent des céréales et du soja certifiés biologiques mais qui contiennent des substances interdites ont fermé. Le cas n’est pas terminé et pourrait constituer le début d’un grand scandale que l’Italie pourrait étendre aux autres pays européens, puisque les enquêtes en cours confirment d’ « étranges » triangulations commerciales avec des pays comme la Roumanie, où quelques firmes étrangères produiraient justement du biologique de ‘facette’, escroquant les financements destinés aux firmes qui produisent réellement du biologique et trahissant le consommateur qui dépense plus pour des produits encore plus ‘chimiques’ que les produits conventionnels.
Les problèmes liés à la certification des produits biologiques sont malheureusement une réalité dans tout le bassin de la Méditerranée. Mais il existe, heureusement, un biologique vrai, produit pas des cultivateurs honnêtes avec une grande passion, certifié par de sérieuses sociétés spécialisées, mis sur le marché pour offrir une réelle opportunité alternative au consommateur.
La production des pommes de la Val Venosta est un exemple de sérieux dans le secteur biologique : 16 000 tonnes qui sont destinées au marché européen. Le consortium Bio Val Venosta a décidé d’enlever le soi-disant ‘pomme de conversion’ des pommes certifiées biologiques, le fait est que deux années sont nécessaires pour convertir une culture traditionnelle en une culture biologique. Les pommes en cette phase sont vendues avec l’étiquette de pommes de production conventionnelle, même si elles sont produites sur des terres déjà prédisposées à la culture biologique. Plusieurs exemples de précision comme celui-là, de sérieux et de passion sont heureusement beaucoup plus nombreux que les escroqueries.
Pour la Méditerranée, le biologique doit être une ressource vraie. Pour cela, les scandales ne doivent pas faire peur, mais aider à instaurer la clarté.
Antonio Felice
Green Med Journal editor
Phrase de la semaine
"L’histoire de la Terre et du développement de l’homme se basent sur les modifications génétiques. Les risques aujourd’hui, liés aux organismes génétiquement modifiés, si il y a de risques, doivent être mis sur le plat de la balance avec des millions de vies sauvées. Ils sont le mal mineur qui évite à des millions et millions de personnes dans le monde de mourir de faim. Le problème est que la recherche doit être confiée à des centres publics et non à des sociétés privées." (Norman Borlaug, agronome américain, prix Nobel pour la paix en 1970, mort à Dallas le 12 Septembre 2009 à l’âge de 95 ans)
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