09/06/2009

OBAMA, EUROPE, THE MEDITERRANEAN

Two big facts characterized the past week, both capable to influence the future of the Mediterranean - generally speaking - with consequences also on the trends of the specific sectors we are interested in. The first one is the visit of the US President in the Middle East, the second one is represented by the elections for the European Parliament. Barack Obama is reversing Bush's route with regard to Muslims, and he is acknowledging the huge mistakes of the previous administration, with their tragical consequences in the Middle East. The speech of the fourth of June in Al-Azhar Mosque in Cairo is a symbol of this change: "I have come here to seek a new beginning between the United States and Muslims around the world; one based upon mutual interest and mutual respect; and one based upon the truth that America and Islam are not exclusive, and need not be in competition. Instead, they overlap, and share common principles - principles of justice and progress; tolerance and the dignity of all human beings." About Iraq: "Iraq's sovereignty is its own. That is why I ordered the removal of our combat brigades by next August." About Palestine: "The situation for the Palestinian people is intolerable. The only resolution is for the aspirations of both sides to be met through two states, where Israelis and Palestinians each live in peace and security. It is not through violence that moral authority is affirmed, on the contrary, in this way it is abandoned."

It is not easy to say how this will end, but certainly this is the beginning of something new.

Generally speaking, the European elections marked a conservative turn in Europe, as a reaction to a negative economic period that leads people to finding security and following the politics of those that put security at the top. The second indication is the victory of regionalism, a movement that is not an enemy of European integration, as some people claim, but is rather a strong part of Europeanism , which enhances each region more than any national State. After all, the EU funds often skip the national capitals and go straight to the regional ones and those that manage their policies, from health to agriculture and transports. The third indication is the success of green and environmentalist parties, exactly in European key-countries and in some particularly significant situations. In France the Greens resulted as the country's third party, gathering 16.2% of votes (the second Party has just 16.8 percent). In Germany too the Greens are the third party with 12.3%, as well as in Sweden (11.5), in Portugal (10.6) and Malta (3.0): this means that Europeans are more and more attentive toward the environment, the quality of products and services, and they aim at a new development model, a more eco-friendly one.

To conform intelligently to the two big trends that emerged during last week is a fact that no one can underestimate. The consequences that we see for the Mediterranean are not negative. Peace in the Middle East can only bring benefits. The European policy finds in the Mediterranean a value that no significant and aware political party can deny.

Antonio Felice, Green Med Journal editor

Sentences of the week

"I have heard historic tones: Obama flew upon the little political quarrels and claims of the few past weeks"

Amos Oz, Israeli writer

"Our hope is that people don't forget, that all this is not vain. Our hope is a sense of safety for Israel, for its neighbours, to bring peace in the region. The time has come. Stop to cemeteries, stop to tears..."

Elie Wiesel, Israeli Nobel Prize, from Buchenwald

"It is good to hear an American president not just speaking in terms of merchandise. Today we have to produce love instead of hate to chase fear away and feel better, all of us."

Fatima Mernissi, Moroccan intellectual

"I am disappointed. Obama spoke in a non realistic way, of good and evil, when in reality good and evil are mixed. He spoke with a religious language. My opinion is negative."

Khaled Al Khamissi, Egyptian writer

 



 

 

 

OBAMA, L'EUROPA, IL MEDITERRANEO

Due grandi fatti hanno caratterizzato l'ultima settimana, entrambi in grado di influenzare il futuro del Mediterraneo in generale, con conseguenze anche sull'andamento dei settori specifici che ci interessano. Il primo è la visita del presidente americano in Medio Oriente, il secondo è rappresentato dalle elezioni che hanno rinnovato il parlamento europeo. Barack Obama sta invertendo la rotta di Bush nei confronti dei musulmani e sta riconoscendo i clamorosi errori della precedente amministrazione, con le loro conseguenze tragiche in Medio Oriente. Il discorso del 4 giugno alla moschea Al-Azhar del Cairo è emblematico della svolta: "Sono qui per cercare di inaugurare una nuova epoca nei rapporti tra Stati Uniti e i musulmani in tutto il mondo, un rapporto basato sul mutuo rispetto e su un interesse reciproco fondato su principi comuni di giustizia, progresso, tolleranza e dignità per tutti gli esseri umani". Sull'Iraq: "La sovranità dell'Iraq appartiene all'Iraq ed è per questo che ho ordinato il rientro delle unità di combattimento entro agosto". Sulla Palestina: "La situazione della popolazione palestinese è intollerabile. L'unica soluzione è la creazione di due Stati dove israeliani e palestinesi possano vivere in pace e sicurezza. Non è con la violenza che si rivendica l'autorità morale, in questo modo - al contrario - la si abbandona".

Non è facile dire come andrà a finire, certo è l'inizio di qualcosa di nuovo.

Le elezioni europee hanno segnato, in generale, una svolta conservatrice in Europa, come reazione ad un periodo economico negativo che induce le popolazioni a cercare sicurezza e a seguire la politica di chi mette la sicurezza al primo posto.  La seconda indicazione è la vittoria del regionalismo, un movimento che non è nemico dell'integrazione europea, come qualcuno sostiene, ma anzi è una componente forte dell'europeismo che valorizza le singole regioni più di qualsiasi Stato nazionale. Del resto, i finanziamenti europei spesso saltano le capitali nazionali e vanno direttamente ai capoluoghi regionali e a chi ne gestisce la politica, dalla sanità all'agricoltura, ai trasporti. La terza indicazione è l'avanzata dei verdi e degli ambientalisti, proprio negli stati-chiave dell'Europa e in alcune realtà particolarmente significative. In Francia i verdi sono risultati il terzo partito raccogliendo il 16,2% dei consensi (il secondo partito ha solo il 16,8). Anche in Germania i verdi sono la terza forza politica con il 12,3, così come in Svezia (11,5), in Portogallo (10,6) e a Malta (3,0): significa che gli europei sono sempre più attenti all'ambiente, alla qualità dei prodotti e dei servizi e aspirano a un nuovo modello di sviluppo, più "pulito".

Adeguarsi con intelligenza alle due grandi tendenze emerse nell'ultima settimana è un fatto che nessuno può sottovalutare. Le conseguenze che vediamo per il Mediterraneo non sono negative. La pace in Medio Oriente non può che giovare. La politica europea ha nel Mediterraneo un valore che nessuna importante e consapevole parte politica può disconoscere.

Antonio Felice, Green Med Journal editor
 

Frasi della settimana

"Ho sentito toni storici: Obama è volato sopra le piccole dispute politiche e le rivendicazioni delle ultime settimane"

Amos Oz, scrittore israeliano

"La speranza è che la gente non dimentichi, che tutto non sia stato invano. La speranza è un senso di sicurezza per Israele, per i suoi vicini, per portare la pace nella regione. Il momento è giunto. Basta con i cimiteri. Basta con le lacrime..."

Elie Wiesel, premio Nobel israeliano, da Buchenwald

"E' bello sentire un presidente degli Stati Uniti che non parla solo in termini di merci. Oggi bisogna produrre amore invece che odio per scacciare la paura e stare tutti meglio."

Fatima Mernissi, intellettuale marocchina

"Sono deluso. Obama ha parlato in modo irrealistico, del bene e del male quando nella realtà il bene e il male si mescolano. Ha usato un linguaggio religioso. Il mio giudizio è negativo".

Khaled Al Khamissi, scrittore egiziano
 


 

 

OBAMA, EUROPA, EL MEDITERRANEO

Dos grandes acontecimientos han caracterizado la semana próxima pasada,ambos en condición de obrar sobre el porvenir del Mediterráneo en general, y también sobre la marcha de los sectores que por lo demás nos interesan.
El primero, es la visita del presidente norteamericano al Oriente Medio, el segundo son las elecciones para la renovación del parlamento europeo.
Barack Obama está realizando marcha atrás con respecto a la ruta del Sr Bush en relación con los Musulmanes. Va asimismo reconociendo los eclatantes errores de la administración precedente, con sus trágicas secuelas en el Oriente Medio.Su charla del 4 de Junio en la mezquita de Al-Azhar de El Cairo bien ejemplifica su viraje. “Aquí vine con el fin de entablar una época novedosa en las relaciones entre U.S.A. y los musulmanes del mundo entero, una relación fundamentada en el mutuo respecto y un recíproco interés enraizado sobre los comunes principios de justicia, progreso, tolerancia y dignidad para todos los seres humanos”. Acerca de Iraq: “La soberanía de Iraq le pertenece a Iraq, y por ello he ordenado el regreso de las unidades de combate dentro del mes de Agosto”. Sobre Palestina: “ La situación que agobia las gentes de Palestina es intolerable. Unica solución es la creación de dos estados, en los que israelíes y palestinos puedan vivi en paz y seguridad. No es a través de la violencia que va reivindicada la autoridad moral, en ese modo –al contario- ella se aniquila » :
No es fácil, ni mucho menos, prever cómo ello terminará; ello por cierto fija el comienzo de algo nuevo.
La elecciones europeas han ido marcando en general, un vuelco de Europa en favor de los conservadores., como reacción hacia un período económico negativo, el que suele orientar a las poblaciones hacia la búsqueda de la seguridad y a seguir las politicas que primeramente cuiden de la seguridad. La segunda indicación es la victoria del regionalismo, un movimiento que no es enemigo de la integración europea, como alguien afirma, sino al contrario es una válida componente del europeísmo, la que valoriza las sendas regiones más que cualquiera de los estados nacionales. De otra parte, a menudo las financiaciones europeas pasan por encima de las capitales nacionales y abastecen directamente los más eficientes centros regionales y sus gerentes en campo político, desde la salud pública a las cuestiones del campo, a los transportes. La tercera indicación se refiere al progreso de los verdes y los ambientalistas, propiamente en algunas naciones-clave de Europa y dentro de realidades particularmente importantes.
En Francia los verdes ocupan el tercer renglón entre los partidos con el 16,2 % de los votos, mientras el segundo partido totaliza tan sólo el 16,8%.  También en Alemania los verdes son la tercera fuerza política (con el 12,3%), así como en Suecia (11,5%), en Portugal (10,6%) y Malta (3,0%); vale a decir, que los Europeos dedican día tras día más atención r al ambiente, a lo cualitativo de los productos y servicios, y apetecen un nuevo modelo (« más limpio ») de desarrollo.
Ponerse en línea inteligentenmente con ambas tendencias evidenciadas en la últimasemana, es una tarea que nadie puede menospreciar. 
Las consecuencias que prevemos para la cuenca mediterránea no son negativas. La paz en el Oriente Medio va sin duda a ser provechosa. La política europea posee en el Mediterráneo un valor que ninguna parte política importante y consciente ni puede ni debe desconocer.


Antonio Felice, Green Med Journal Editor
 


Pareceres de la semana

"He oído tonos históricos : Obama ha sobrevolado las nimias disputas de lo político y las reivindicaciones de las últimas semanas." (Amos Oz, escritos israelí)
 

"La esperanza, es que el hombre no olvide,  que todo no haya acaecido en vano. La esperanza es un fondo de seguridad para Israel y sus vecinos, para llevar paz a la región medio-oriental. El momento ha venido, basta con los cementerios, basta con las lágrimas…"  (Elie Wiesel, premo Nobel israelí, desde Buchenwald)


"Es hermoso oír a un presidente U.S.A. que no habla tan sólo en términos comerciales. Hace falta hoy producir amor en cambio de odio, a fin de ahuyentar el miedo y quedar todos mejor." (Fatma Mernissi, intelectual marroquí)
 

"Quedo desilusionado. Obama habló fuera de lo realístico, del bien y del mal, cuando en la realidad el bien y el mal van mezclados. Utilizó un lenguaje religioso. Mi juicio es negativo." (Khaled Al Khamissi, escritor egipcio) 

 


 

OBAMA, L’EUROPE, LA MEDITERRANEE

Deux grandes faits ont caractérisé la semaine dernière, tous les deux en mesure d'influencer le futur de la Méditerranée en général, avec même des conséquences sur l’avancement des secteurs  spécifiques qui nous intéressent. Le premier est la visite du président américain en Moyen-Orient, la seconde est représentée par les élections qui ont renouvelées le parlement européen. Barack Obama inverse la route de Bush dans les comparaisons des musulmans et reconnaît les sensationnelles erreurs de la précédente administration, avec leurs conséquences tragiques en Moyen-Orient. Le discours du 4 juin à la mosquée Al-Azhar du Caire est emblématique de l’événement : "Ils sont ici pour chercher à inaugurer une nouvelle époque quant aux rapports entre les Etats-Unis et les musulmans dans le monde entier, un rapport basé sur le respect mutuel et sur un intérêt réciproque fondés sur des principes communs de justice, de progrès, de tolérance et de dignité pour tous les êtres humains". Par rapport à l’Irak : ‘La souveraineté de l'Irak appartient à l’Irak et c’est pour ceci que j'ai commandé aux unités de combat de rentrer d’ici le mois d’août’. Par rapport à la Palestine "La situation de la population palestinienne est intolérable. L'unique solution est la création de deux états où israéliens et palestiniens puissent vivre en paix et sécurité. Ce n'est pas avec la violence que se revendique l'autorité morale, de cette façon - au contraire – elle s’abandonne".

Il n'est pas facile de dire comment ça finira, certes ; mais le début représente quelque chose de nouveau.

Les élections européennes ont marqué, en général, un événement conservateur en Europe, comme réaction à une période économique négative qui induit les populations à chercher la sûreté et à suivre la politique de celui qui met la sûreté en première position. La seconde indication est la victoire du régionalisme, un mouvement qui n'est pas ennemi de l'intégration européenne, comme quelqu'un le soutient, mais au contraire c’est une composante forte de l'européanisme qui valorise les régions individuelles plus que n'importe quel état national. Du reste, les financements européens souvent dépassent les capitales nationales et vont directement aux chefs-lieux régionaux et à qui en gère la politique, de la santé à l'agriculture, aux transports. La troisième indication est l'avancée des verts et des environnementalistes, vraiment dans la états-clé de l'Europe et dans quelques réalités particulièrement significatives. En France les verts ont été le troisième parti avec 16,2% des consentements (la seconde partie a seulement 16,8). Même en Allemagne les verts sont la troisième force politique avec 12,3, comme en Suède (11,5), au Portugal (10,6) et à Malte (3,0), ça signifie que les européens sont toujours plus attentifs à l'environnement, à la qualité des produits et des services et aspirent à un nouveau modèle de développement, plus ‘propre’.

S'adapter avec intelligence aux deux grandes tendances émergées la semaine dernière est un fait que personne ne peut sous-estimer. Les conséquences que nous y voyons pour la Méditerranée ne sont pas négatives. La paix au Moyen-Orient ne peut pas que réjouir. La politique européenne a dans la Méditerranée une valeur qu’aucun parti politique important et conscient ne peut renier.

Antonio Felice, éditeur du Green Med Journal

Phrases de la semaine

"J'ai entendu des tons historiques : Obama a survolé les petites disputes politiques et les revendications des dernières semaines".

Amos Oz, écrivain israélien

"L'espoir est que les gens n'oublient pas, que tout n'ait pas été vain. L'espoir est un sens de sécurité pour Israël, pour ses voisins, pour porter la paix dans la région. L'instant est arrivé. Assez des cimetières. Assez des larmes … "

Elie Wiesel, prix Nobel israélien, de Buchenwald

"C’est beau d’écouter un président des Etats-Unis qui ne parle pas seulement en termes de marchandises. Aujourd'hui il faut produire de l’amour plutôt que de la haine pour chasser la peur et être tous mieux".

Fatima Mernissi, intellectuelle marocaine

"Je suis déçu. Obama a parlé de manière irréaliste, du bien et du mal alors que dans la réalité le bien et mal se mélangent. Il a employé un langage religieux. Mon jugement est négatif."

Khaled Al Khamissi, écrivain égyptien

 

 


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